Non conta quanto facciamo, ma quanto Amore ci mettiamo”

Murales. Milano Bovisa

Questo articolo è pensato e scritto per voi; dedicato totalmente a voi.

Ci sono momenti in cui senti la gratitudine come un’urgenza da esternare subito, addirittura da urlare nelle orecchie di chi sa ascoltare e all’universo intero.

Questo è uno di quei momenti.

Scrivervi settimanalmente è un appuntamento che mi alleggerisce dalle chiacchiere vuote, dalla fatica, dalle noie e dalle pastoie burocratiche che, ogni santo giorno, frenano le nostre attività. Scrivervi esorcizza anche il mio retro pensiero di non essere abbastanza, di non fare abbastanza.

Oggi ha anche una valenza in più, quella che, nella mia mente, ho definito, “abbraccio collettivo”. Siete sempre stati presenti, attivi nelle risposte e partecipi agli argomenti che propongo ma, nell’ultima settimana, avete fatto ancora di più. Mi avete letteralmente abbracciato anche a distanza: voi avete tirato fuori la mia forza e una forma di speranza che pensavo di non possedere.

I più che mi seguono e conoscono sanno a cosa mi riferisco, per gli altri spiego.

La persona a me molto cara, compagno di vita, di esperienze, di litigi furibondi, di confronti continui a tratti estenuanti ma sempre educativi, di risate di gola, di prese di posizione rigide ma poi ritrattate chissà perché, si è gravemente ammalato di Covid-19.

Ho pensato, anzi i medici hanno espressamente dichiarato, è finita.

Invece, oggi, dicono che il peggio è forse passato. E’ curato e seguito dall’eccellenza milanese (sia come struttura che esperti) ma…è la prima volta che non leggerà per primo questo scritto come è nostra consuetudine. Ed è ancora in coma.

Cari lettori, amici, pazienti, studenti e nuovi lettori, mi sono messa a nudo (sì, certo, mi sento esposta ma ve lo devo e glielo devo) per donarvi l’intensità del mio GRAZIE per quell’abbraccio collettivo che, instancabile, arriva ogni giorno, ad ogni ora, puntuale ad ogni cedimento; addirittura in ogni mio pensiero quasi fosse una tensione energetica fatta di amore e conforto senza parole e senza telefono.

Ecco, questo, tutto questo ha un’incredibile potenza con un effetto domino nella testa, nel cuore e nell’anima che solo l’affetto incondizionato, l’empatia e la risonanza del bene sanno elargire. Senza giudizio, senza egoismo, senza pretesa alcuna. Ora lo so; esiste!

Io con quest’onda calda e avvolgente riesco ad addormentarmi e risvegliarmi all’alba e riesco ad immaginare il suo di risveglio.

Capite il potere che ognuno di voi ha?

Capite quando capaci siete oltre il possibile?

Capite quanto preziosa è la vostra mente, il vostro ingegno nel trovare una soluzione, una parola, un’azione che possa generare bene, che possa consolare?

Fate spallucce e pensate che è poca cosa, che avete fatto poco. Invece non lo è poco. Non lo è!

Bene, vi conviene sedervi, pensarci a fondo e coltivare senza indugio questa energia buona che vi abita. Conviene che iniziate a credere in essa e a svilupparla. Serve innanzitutto a voi e poi agli altri. Con me ci siete riusciti. Con gli altri e con voi stessi lo sarà altrettanto.

Dopo i primi giorni di stordimento incredulo a causa della cupa notizia, ho ripreso a rispondere ai pazienti, a dar loro una mano per quel che riguarda il mio mestiere e, credetemi, è stato catartico.

Aiutare gli altri e fare in modo che loro ottengano ciò che per te è importante (nel mio caso salute e benessere) attiva i circuiti cerebrali del piacere e rende possibile ciò che pensavi non lo fosse (ma poi l’impossibile è davvero tale? ) e dona forza. Un effetto prorompente che, a cascata, aziona altri meccanismi simili, quelli che hanno il sapore del bene e dell’aiuto.

Siete forti, insieme lo siamo ancora di più.

Non mi dilungo nel convincervi che mi avete tirato in piedi.

Io sto bene, non ho alcun sintomo della “bestia che insozza il mondo” anche grazie a voi che avete dato, non so bene come, impulso al mio sistema immunitario. 

Fate la cortesia di prendere atto del piccolo-grande miracolo che avete fatto per me.

E fatelo ancora per voi e per altri ancora. Prendetevi cura del vostro bene a cominciare dal cibo che mangiate.

Io ve ne sono grata.

Gianluca, lui così si chiama, ce la farà. E noi con lui.

Settimana prossima si va avanti nel nostro piccolo laboratorio di crescita e di educazione alimentare.

Il cibo è vita.

Gianluca è un ottimo cuoco. Apprezzerà; ne sono certa.

Spero anche voi

IO CI SARO’.

ANCORA GRAZIE